Due paccheri al giorno…allontanano gli asiatici di torno!

Ben ritrovati. Anno nuovo, blog nuovo e motto nuovo: “DO UT DES”. Meno male che in questo clima di odio, rancore, violenza, c’è chi di fronte a tanto amore, si distingue dimostrando Intolleranza. Un nuovo anno, iniziato con i botti e colpi di scena.

Di cosa sto parlando? Avrete sicuramente capito. Un piccolo indizio la foto di un cucciolo smarrito …guardate che visetto d’angelo! Uno sguardo che mi ricorda mia madre quando mi rincorreva con il mestolo e non era neanche soddisfatta. “E mo’ vedi stasera, quando arriva tu’ padre, te dà il resto”. Il video dello schiaffo, anzi degli schiaffi, di Papa Francesco, alla fedele, che in piazza San Pietro, dopo la sua visita al presepe del 31 dicembre, che lo aveva afferrato in maniera piuttosto brusca, è diventato virale in tutto il mondo. Cosa che può succedere a tutti noi, solo che il Papa è una figura leggermente più importante, per meglio dire, dovrebbe dare il buon esempio…ed infatti! “menarne uno per punirne 100”

Va detto anche che non è un Santo, almeno finché è in vita. Successore di Pietro, è alla guida della Chiesa, ma certo non è una divinità e del resto di Papa ce n’è uno (o due).

Ma la storia è ricca di episodi coloriti, vi racconto qualche aneddoto. Papa Giulio II, che per contestare la cosiddetta ipocrisia del linguaggio curiale, disse che avrebbe pronunciato la parola cazzo, si avete letto bene, CAZZO, fino al punto di renderla pulita e ben accetta, fino ad un uso abituale.

Papa Giulio II, fu un Pontefice guerriero, che guidava le sue truppe a cavallo, coperto di corazza e armato con lancia e spada. Ed era anche inseparabile da un nodoso bastone, che finiva regolarmente percosso su chi non era più che sollecito ad obbedire ai suoi ordini. 

Il famoso Sisto V, cui un giorno vennero a dire di un incredibile miracolo. «Santità, una statua di Gesù suda sangue!». «Non ci credo!». «Ma Santità, l’hanno vista tutti!». «E portatemela allora!». «Vedete, suda sangue!». «Ah sì? Portatemi un’ascia!». «Ma Santità…». «Un’ascia! Comando!». Con l’accetta in mano, Papa Sisto iniziò a rivolgersi alla sacra immagine con deferenza. «Come Cristo, ti adoro». Ma poi sbottò: «ma come legno, ti spezzo!». «Santità, noooo…». Ma giù accettate! Effettivamente, dal Crocefisso spezzettato saltò fuori la spugna imbevuta di sangue che aveva costruito la truffa. Possiamo immaginare Sisto che si appoggia soddisfatto all’accetta dicendo agli astanti con un sorriso: «lo vedete che avevo ragione?». Nacque comunque così il noto proverbio romano su “Papa Sisto che non l’ha perdonata manco a Cristo”.Papa Ratzinger fu scaraventato da una fedele nel Natale 2009. Si è rialzato, ha sorriso ed ha celebrato la messa…ah! Vero è stato rimosso dall’incarico, troppo placato.

Comunque tornando al nostro caro papa Gesuita, finito l’episodio, finisce l’arrabbiatura ed infatti l’indomani, all’Angelus, il Papa chiede scusa di avere un po’ trasceso.  Cosa dire al riguardo? Come al solito di fronte a fatti importanti, i pareri divergono in una e vera tifoseria da ring: vi sono i sostenitori ed i critici. Cominciamo dai primi. I cosiddetti buonisti (per lo più di sinistra, al ché fa pensare). Questi, sostengono che il Papa sia un uomo come tanti altri. E’ umano, per cui, può sbagliare anche lui ed infatti lo ha ammesso, chiedendo scusa. Un noto personaggio avrebbe detto: “come è umano Lei”.

Dicono: “è uno come noi…”, ma io non meno. La fede non ammette proprio indecisioni!

Mi viene da dire: porgi l’altra guancia, finché la guancia è la tua. I sostenitori, asseriscono che vive le sue emozioni e non è esente da passioni che, di tanto in tanto possono fare breccia nell’autocontrollo della ragione. Sono scesi perfino a fare paragoni, per avvalorare la loro tesi, scomodando il figlio di Dio, che scacciò i mercanti dal tempio e rovesciò i tavoli degli scambia valute. Dunque l’umanità di Cristo, secondo i suoi estimatori, si ritrova pari pari nell’umanità di Francesco, suo vicario. Un Papa quindi che dimostra di essere uomo fra uomini e ne condivide le pulsioni emozionali in questo caso l’ira…perdindirindina! Fin qui i sostenitori. Ma i detrattori invece che dicono? Che da un Papa non ci si aspettano cose normali, ma comportamenti altri e alti. Insomma vorrebbero un Papa che abbia già superato i limiti della normale condizione umana. Non è concepibile in un convincimento di fede, che desse a Cesare quello che è di Cesare, ma solo come una condizione di partenza, superando la quale, tutto ciò che conta è dare a Dio quello che è di Dio, senza cadere nel tranello dei condizionamenti terreni. Insomma, il Papa, essi dicono, dovrebbe avere ormai superato le insidie delle pulsioni grazie ad una Grazia ricevuta, che lo autorizzano a farsi chiamare appunto Santo Padre. Sui vari social, non sono di certo mancate vignette, battute e colpi bassi: Lo schiaffo di Bergoglio, è la prova che siamo tutti tolleranti e votati all’amore universale, finché non ci rompono i marroni; Sta mano po’ esse fero e poi esse piuma, sta vorta è stata fero; Dio perdona io no.

Bergoglio e do cojo cojo; Prese il braccio e lo spezzò; E quando tornerete a casa, dite che questo è il cazzotto del Papa.  C‘è chi dice che non era schiaffo, ma un modo per dire giù le mani, la cacca non si tocca e comunque ‘na bella cinquina de Avemaria non si nega mai. Diciamo che il modo troppo ravvicinato con l’asiatica non l’ha “presa” con spirito” e a Natale, se girano, girano. Papa Francesco all’Angelus si scusa per aver schiaffeggiato la donna, quando mi ha detto:” sono una mamma, sono una cristiana, l’ho scambiata per la Meloni”.

Da urbi et orbi a botte da orbi “Da Urbi et Orbi a Botte da Orbi il passo è breve” scrive qualcuno su Twitter al quale fa eco un altro utente che pubblica una ‘hall of fame’ di tutti i picchiatori più iconici di sempre passando da Bud Spender e Terence Hill a Hulk Hogan, per poi arrivare a Bergoglio e Chuck Norris.

Il Papa, dopo lo schiaffo, è divenuto il protagonista sulla pagina Facebook Amarcord, Fighting Pope, di un videogioco. Nel quale, Papa Francesco, è il  personaggio di un picchiaduro  a incontri, in cui la sua unica sfidante è la fedele strattonatrice che ha fatto arrabbiare il Pontefice. Napoli, non si fa mancare l’occasione di preparare i famosi paccheri del Papa. Della serie: Pappa o papponi?

Ma che cosa avrà detto quella donna al Papa? Che intenzioni aveva? «Aspetta, aspetta, abbi cura del popolo cinese! Sta perdendo la fede». Ovvero: «Hold, hold, look for the chinese village (termine usato impropriamente al posto di “people”). They are losing the faith!». Questa è una delle ricostruzioni che circola in rete anche se l’audio è pessimo, tanto quanto la pronuncia della donna: nessuna certezza, come fa notare anche il sito bufale.net. Anche se alcuni siti cattolici continuano a sostenere che si tratta dell’accorato e sincero appello di una fedele che voleva richiamare l’attenzione del Pontefice sulla difficile situazione dei cattolici in Cina. Prima che il Papa si avvicini, «la donna si fa il segno della Croce (ed è l’unica a farlo tra le persone inquadrate ed il suo gesto rivela subito una profonda fede autentica, diversa da quella dei tanti che in queste occasioni sembrano essere sul posto per poter dire, io c’ero». Il suo gesto è quasi una supplica

Tutto è bene, fino al prossimo ceffone (poiché, sembrerebbe avere la manina veloce…ma sbagliare è umano, ma perseverare…). Il Papa si scusa dicendo: “ho dato il cattivo esempio”. Tranquillo Francisco, siamo ormai abituati da una ventina di secoli

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