Vota Antonio Antonio La Trippa Non c’è più trippa neanche per i gatti

Eccoci qua, con il nostro blog quindicinale.

Vi ringrazio poiché siamo sempre più numerosi.

Finalmente si vota, il 4 di marzo, non ricordo più l’ultima volta che io abbia votato, forse l’anno che si è passati all’euro.  Potremmo segnare sul calendario la data del 4 marzo, come la festa del ringraziamento, di capponi ne è pieno il governo.

Che poi chissà perché la scelta di questa data? A me ricorda tanto la poesia patriotica di Alessandro Manzoni. Il 4 marzo 1821…se aspettavano altri tre anni potevamo festeggiare tondi tondi 200 anni, secondo me l’hanno scelta per far dispetto a quell’uomo alto, capelli scuri, riccioluti…un Baglioni giovane, diciamo…avete capito di chi sto parlando? Salvini.

“Soffermati sull’arida sponda, volti i guardi al varcato bacino…” “siam pronti alla morte l’Italia chiamò”.

Finalmente dopo un lungo parto sono stati scelti i candidati per le prossime tornate elettorali sia alle politiche che alle regionali.

Giorni e notti intense, alla giornata di lunedì 29 febbraio, giorno dell’ultimatum alcuni partiti sono arrivati proprio sullo scadere del gong, a dir il vero mi son chiesta se bisognava usare modalità conclave per farli decidere. Però guardando la lista capisci perché ci hanno messo tanto, hanno creato una schermata tetris, riuscissero nel buon governo come la schedina di formazione.

Io ero davvero curiosa di sapere i nomi “de’ sto lungo travaglio”.

In realtà ho faticato un po’ nel capire se fossero elenchi politici o pronti per la remake sanremese, visto che si parla di big, new entry, ripescaggi e di impresentabili (taluni ancora in lista con i pentastellati (vedi quando si dice la fretta).

Una lista che gira sugli stessi nomi, i paracaduti sono diventati mongolfiere multiposti.

Ogni pseudo deputato per paura di non farcela si è fatto iscrivere ottenendo fino a 6 paracaduti…una vera missione dei parà…para-culo.

Ogni deputato è stato sradicato dal proprio territorio: ad esempio Elena Boschi (Arezzo) candidata a Bolzano; Giachetti (di Roma) candidato a Sesto Fiorentino; Damiano (di Cuneo) a Terni; Lorenzin (di Roma), a Modena; Mulè (di Caltanissetta) a Imperia; Menorello (di Padova) a Roma, Lotito (di Roma) in Camppania, Rotondi (di Avellino) in Abruzzo; Cesa (di Roma) in Campania. Ora io mi chiedo perché solo a Viterbo Fioroni (di Viterbo) è stato candidato su Viterbo? della serie mai na’ gioia! Noi viterbesi, per poco ci abbiamo creduto, però non ci si comporta così.

Quali sono i macro partiti? Centro destra e la sua coalizione, PD, LeU e M5s.

Ora guardate lo scenario per governare i partiti dovranno dopo il 4 marzo coalizzarsi.

 

Un Eco sistema che potrà durare fino l’eternità tutti compatti contro un unico movimento quello dei pentastellati. A meno che vincano i 5 s.  Ma vi immaginate Salvini da una parte e LeU dall’altra? Praticamente con i fautori di chi ha bruciato il fantoccio della Boldrini? Uniti in un cerchio di fuoco

 

 

 

I 5 Stelle, più che un elenco per politici sembrava un elenco di collocamento. C’è la meritocrazia e con i M5S anche la cliccotocrazia. E’ divenuto un gioco a quiz, senza domande con un click da casa puoi votare il premier. Avanti un altro. Certo che il fenomeno Maria De Filippi ci ha proprio devastati.

Senza invidiare i maggiori varietà il movimento ha dato il via alla scelta dei big con un semplice click. Di Maio presenta le liste: big, sportivi, accademici. E che big, dal comandante De Falco, si proprio lui, quello che a Schettino disse “salta a bordo cazzo”.  Spiegate a Di Maio, che non è love boat e il transatlantico non naviga.

Immagino Di Maio che lo chiami:” Saliscite a burdo”.

Ma ognuno presenta i suoi campioni, siamo fuori dai mondiali, ma Galiani c’è.

Molti gli slogan a effetto. Da una parte, c’è chi usa: famiglia tradizionale, ma facciamo chiarezza, famiglia: qualsiasi insieme di persone in cui uno si incavola con gli altri perché gli hanno fatto sbagliare la rotatoria.

Per LeU, la frase a effetto: per molti e non per pochi, ma che intendono le fregature?

Salvini: adesso o mai più

Sicuramente al seggio ci daranno: la scheda, la matita con gli 80 euro di Renzi, la dentiera di Forza Italia e il vaffa…del M5S.

Comunque i programmi sono bellissimi, offerte che neanche al Conad il 25 di aprile, nella svendita promozionale con panettoni, se ne trovano.

5S: tra le promesse, Reddito minimo di cittadinanza. In cosa consiste? se sei povero ti danno un reddito, e fino a qui ci siamo. Ma devi prima formarti, anche fino a qui ci siamo. Anche se ora mi viene da chiedermi ma Di Maio dove si è formato? Nei vicoli di San Gregorio Armeno? Comunque, una volta formato ci si aspetta la tanto attesa chiamata” le faremo sapere” se poi non ti chiameranno amen, non era destino.

LeU: niente disuguaglianze, non sia mai.  In regalo Reddito di povertà…un altro po’.

Forza Italia: Reddito integrazione, istat dice dovresti prendere 1000 ma invece prendi 700, noi ti diamo 300 in omaggio filo interdentale.

Pd: Reddito inclusione, minimo garantito, ma la formazione la faranno da te, cioè personalizzata, la formazione casa a casa…un po’ come un porta a porta.

 

Oh capisco, che siamo tutti nauseati dalla politica, ma è importante andare a votare, poiché oltre che un nostro dovere è anche un nostro diritto. Non votare è come fare gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia, ma attenzione, il sedere vi rimane fuori.

Per le Elezioni, Prodi: “Voterò il centrosinistra. Liberi e uguali non è per l’unità”.
E che cavolo,  avvisate che c’è un centrosinistra che corre alle elezioni!!! Secondo Prodi, il PD è l’unità del centrosinistra. Con i compagni Casini, Lorenzin e Viceconte.

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