Lo spelacchio spauracchio

 

 

Eccoci, al nostro appuntamento, sotto l’albero…e che albero direi, ormai il più famoso d’Italia.

L’albero di Natale firmato 5 stelle e posizionato davanti a piazza Venezia. Costato la modica cifra di 48.000 euro, il doppio se non il triplo di quello passato. 48.000 poiché a 50000 doveva essere bandita una gara, ma quando parla di trasparenza è riferito ai rami?

Che male ci sarebbe? spendere un cifrone del genere per Roma Capus Mundi, Roma vetrina d’Italia, mi sembra pur giusto.  E allora perché i social sono impazziti e il povero albero è stato soprannominato Spelacchio?

Pensavo che il mio facesse piangere poi vedendo quello firmato Raggi mi sono rincuorata.

Si dice che i cani “randaggi” di Roma sono contenti hanno la luce al bagno.

 

 

 

 

Ed ora anche il vento sembra soffiare contro il Campidoglio M5S “il vento sta cambiando, il vento sta cambiando”. Non bastasse la polemica innescata dai costi dell’abete, quasi 50mila per il trasporto e l’allestimento a piazza Venezia, si scopre che le sue fronde sono piuttosto fragili. Le folate delle ultime ore, hanno dato un’ultima sgrullata ai rami, lasciando a terra un mucchio di aghi…come se non fosse già sufficiente la tanta spazzatura.

Con il vento la conifera abete rosso o larice quasi uno scheletrico albero di natale, anche se a me pare una bella pianta di rosmarino, ha perso molti aghi. Bisognerà attaccare ago x ago, ma io non capisco con tutti gli alberi belli che hanno in Trentino, proprio sto’ bidone. Mah! si sarà intristito quando gli hanno detto che veniva qua. C’ è chi dice che doveva essere abbattuto, chi afferma che fosse bello ma traumatizzato per il viaggio.  Appena in piedi, tutti nudi e senza palle vorrei sfidare voi.

Il mio falegname con 10.000 lo faceva meglio.

Secondo me, sarò pessimista ma i rami sono stati venduti per farci un albero di Natale.

Che trovata pubblicitaria! Ma sai quanti verranno a Roma per farsi un selfie con spelaccchio? è il protagonista indiscusso delle Vacanze Romane in versione natalizia.

E c’è chi è pronto a giurare che, a furia di cinguettii, la sua popolarità offuscherà quella delle piante che l’hanno preceduto. Appannando persino il ricordo dell’albero dello scorso anno, bollato dalle pagine del tabloid britannico Daily Mail come “infinitamente triste”. Ma al peggio, si sa, non c’è mai fine. Così Spelacchio, con i suoi 20 metri di inadeguatezza, potrebbe scalare la hit degli alberi di Natale peggiori che Roma Capitale abbia mai avuto.

Sulla questione, tante vignette sui social, tra queste targate “Le più belle frasi di Osho”. Protagonista  anche Papa Francesco, che con aria preoccupata, domanda alla sindaca Raggi: “Mica vorrai fa pure er Presepe?” che dire di animali ce ne sono. Spelacchio è unico nel suo genere, un po’ come il brutto anatroccolo, non ha nulla a che vedere con il parente ricco di piazza Duomo e nemmeno con i cugini super chic allestiti da Swarovski in Galleria e da Bulgari in piazza Scala. Anche dopo gli addobbi, non è cambiato granché. Spelacchio è così anonimo che il milite ignoto al confronto è una celebrità. Sono in molti a domandarsi come mai, nonostante le decorazioni, Spelacchio appaia ancora così spoglio. “Eppure – ironizza una utente – con tutte le palle che racconta Virginia Raggi si potrebbero riempire anche quelli di New York e Parigi”.

Una pioggia di critiche per il povero albero. In fin dei conti, ci ispira anche simpatia. Non è difficile ritrovare un po’ di noi nella sua aria rassegnata e spaesata, in fondo siamo tutti sulla stessa barca.

Salvini sfotte l’albero della Raggi: “Che tristezza, ve lo regaliamo noi”.

L’ironia del leghista: “Ve lo portiamo dal Trentino, magari con sotto un presepe se a qualcuno non dà fastidio”

La rivalità fra Milano e Roma, si sa, si combatte anche a colpi di sfottò. Io stavolta sto con la Raggi. Quel povero albero non se lo sarebbe filato nessuno, invece così può far cagare tutta Italia. Certo, Putin poteva impegnarsi un po’ di più.

La Raggi ha provato a rispondere alle critiche, sia pur indirettamente, ricordando che “l’abete di Roma dev’essere all’insegna della sostenibilità”, con “luci a basso consumo e certificato per quanto riguarda la sostenibilità forestale”, addobbato con “semplicità e raffinatezza”. Più che essere una bella pianta, è un tipo. Fosse anche un albero non sarebbe male. Un giudizio che i romani, almeno stando al soprannome che hanno affibbiato all’albero, non sembrano proprio condividere.
In pieno, stile M5s Abbiamo restituito metà dei rami e degli addobbi.

Mentre noi polemizziamo, la Raggi a casa ha finito di addobbare l’Arbre Magique.

Anche perché molte testate giornalistiche ne annunciano la triste, precoce e attendibile scomparsa.  “spelacchio è morto”. Un bel quadro di natura morta. I funerali saranno previsti per il giorno 25 dicembre alle ore 13:00

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