Dallo spauracchio allo sputacchio, è un attimo

 

Correva da tempo la voce che il gelo sarebbe arrivato: detto fatto. Dalle steppe gelide della Siberia è sceso Buran, inizialmente viste le temperature ancora calde nonostante i pronostici, mi son chiesta “vuoi vedere che Buran in russo, significa scirocco?”.

Un’ondata di freddo e gelo in poche ore ha fatto scendere le temperature sulle colonnine di mercurio. Dal Nord al Sud, l’intero stivale è stato alle prese con disagi alla circolazione, treni cancellati, scuole e uffici pubblici chiusi fino al cessato allarme della Protezione Civile.

Proprio il centro Italia è stato la zona più flagellata. Roma, si è svegliata in bianco, l’ultima nevicata, in ordine di tempo, è quella del febbraio 2012, quando le città si coprirono di bianco dopo la storica nevica del 1985: quell’anno l’accumulo fu importante. A parte la nevicata del febbraio 2010, che comunque fu modesta, bisogna andare parecchio indietro nel tempo per trovare altre nevicate significative.

 

 

Roma come Cortina, c’è chi ne ha approfittato e ha preso sci, slittini e snowboard per farsi una sciata. La neve impazza anche sui social e sotto l’hashtag compaiono fotomontaggi, sfottò ma anche video imperdibili. Cade la #nevearoma e sui social diventa virale con tweet e post ironici che spuntano tra un video girato sul terrazzo di casa e una foto dei monumenti della capitale imbiancati.
C’è chi condivide «informazioni utili per la viabilità» con una mappa che mostra tutti gli impianti sciistici di Roma nord con tanto di piste nere segnalate: dalla Panoramica, alla Trionfale a Cortina d’Ampezzo. E chi pubblica una foto della funivia a Casalotti: «Domani mattina a che ora è la prima corsa?».  C’è chi condivide le proprie imprese: sci di fondo a Villa Borghese a  San Pietro e chi ride – per non piangere – sulla situazione dei rifiuti a Roma pubblicando una foto di sacchi dell’immondizia imbiancati: «I pupazzi di neve della Raggi».

Immancabili i riferimenti ad un’altra storica nevicata: quella del febbraio del 2012 con l’ex sindaco Alemanno fotografato mentre spalava le strade e ricordato ironicamente come “er paletta”. «Qualsiasi cosa fateme sapè, che c’ho ancora na cifra de sale». E per chi, come ogni mattina, viaggia sul Gra ecco comparire la slitta con i cani: «Prime testimonianze fotografiche della neve a Roma». Eccezionale, davvero.

 

Con “Passame er sale”, a Sanremo Luca Barbarossa aveva previsto tutto. C’è chi posta l’albero di Natale dicendo “me lo sentivo che non lo dovevo togliere” e chi la butta sul tifo calcistico: “Ao’, ha attaccato più la neve in 3 ore che a’ Roma negli urtimi 2 mesi” Immancabili le foto di animali: “Oggi solo gatti delle nevi a Roma” è la frase che accompagna la foto di un micio di cui spuntano dalla neve solo occhi, orecchie e coda.

Il disagi non sono mancati, treni fermi, autobus fermi, uffici e scuole chiuse…praticamente per 5 cm di neve le città in tilt.  Meno male che c’è il surriscaldamento del clima, pensate se dovesse avvenire una mini glaciazione che avviene ogni tot d’anni. Certo che davvero siamo strani. Cadono due fiocchi, trovate le differenze: il nordico si affaccia in finestra, indossa cappotto, doposci, sciarpa e guanti e Sale tranquillo sui mezzi per recarsi a lavoro. Il romano (laziale) affacciandosi alla finestra dice ”ao’ che è sta’ roba, che bello domani dormo, nun se lavora”. Pensate che anche trasmissioni televisive si sono fermate, non c’era nessuno: presentatori, cameramen, in una nota trasmissione in diretta hanno mandato in onda una replica, di sereno variabile…come se ci fosse un terremoto e mandassero in onda the day  after.

 

Tutto in tilt, che poi mi chiedo ma come si fa a capire realmente quanta neve è caduta. Per dire Viterbo e provincia, metti che cadono 10 cm poi bisogna calcolarci anche i 20 cm delle buche.

Chiudono gli uffici ma le buche ormai sono diventate ornamento cittadino. Meglio di tutti ha fatto la sindaca, da giorni c’era allerta meteo e lei dove se ne è andata? In Messico per parlare della situazione climatica, cavolo è come se succedesse un’alluvione e andasse a discutere di Noè e del diluvio universale.

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